Archivio mensile:Ottobre 2006

Di Malavoglia

Da I Malavoglia (1881)
Giovanni Verga

“Padron ‘Ntoni adunque, per menare avanti la barca, aveva combinato con lo zio Crocifisso Campana di legno un negozio di certi lupini da comprare a credenza per venderli a Riposto, dove compare Cinghialenta aveva detto che c’era un bastimento di Trieste a pigliar carico. Veramente i lupini erano un po’ avariati; ma non ce n’erano altri a Trezza, e quel furbaccio di Campana di legno sapeva pure che la Provvidenza se la mangiavano inutilmente il sole e l’acqua, dov’era ammarrata sotto il lavatoio, senza far nulla; perciò si ostinava a fare il minchione. – Eh? non vi conviene? lasciateli! Ma un centesimo di meno non posso, in coscienza! che l’anima ho da darla a Dio! – e dimenava il capo che pareva una campana senza batacchio davvero. Questo discorso avveniva sulla porta della chiesa dell’Ognina, la prima domenica di settembre, che era stata la festa della Madonna, con gran concorso di tutti i paesi vicini; e c’era anche compare Agostino Piedipapera, il quale colle sue barzellette riuscì a farli mettere d’accordo sulle due onze e dieci a salma, da pagarsi «col violino» a tanto il mese. Allo zio Crocifisso gli finiva sempre così, che gli facevano chinare il capo per forza, come Peppinino, perché aveva il maledetto vizio di non saper dir di no. – Già! voi non sapete dir di no, quando vi conviene, sghignazzava Piedipapera. Voi siete come le… e disse come.”

Simpatici… tutti!
Ma il problema è: cosa sono i lupini?
Una maggiornaza di commenti e commentari vuole convincerci che si tratti grossomodo di fave.
Tuttavia, tempo addietro “un’amica” confessava di avere sempre creduto che i lupini fossero dei fiammiferi. Il ragionamento filava: infatti essendo fraccichi non si potevano usare!
Aperto il vaso di Pandora qualcuno cominciò a parlare di salamini, da dove nascesse questa convinzione non si sa.
Uno spiritosone propose la teoria dei cuccioli di lupo. E un altro di lupare da borsetta.
Poi venne fuori una teoria interessante: le vongole. Pare che in alcune zone del Meridione “lupini” sia il nome dialettale delle vongole. E allora non sarebbe più logico che sulla barca ci fossero dei frutti di mare anzichè dei legumi insapore e dal colore poco spendibile?

Ieri la storia è riemersa. A quali perversioni si può giungere in una nebbiosa domenica?

Altre teorie?
O magari – finalmente – una Placida soluzione?

Placido aggiornamento:

Sono una specie di fave, quelle gialline e umidicce e salate che si mangiano spargendo attorno una gran quantità di bucce 😉
Durante gli esami vengono guori cose bellissime…

Dallo “Stupidario della Maturità”, Rizzoli, 1991

“Nei Malavoglia un argomento di particolare difficoltà è quello dei “lupini”. Tutti li nominano, ma cosa sian nessun lo sa:

-Commissaria: “Che cos’è la Provvidenza nei malavoglia?”
-Esaminanda: “Barca”
-Commissaria: “Ssssì…E poi? Chi c’era sulla Provvidenza?”
-Esaminanda: “Bastianazzo”
-Commissaria: “Va bene, ma cosa trasportava la Provvidenza oltre Bastianazzo?”
-Esaminanda: “Lupini”
-Commissaria: “(Sospiro) Allora?! Che succede?”
-Esaminanda: “Naufragio”
-Commissaria: “Oh! E Bastianazzo?”
-Esaminanda: “Annega”
-Commissaria: “E i lupini?”
-Esaminanda: “Morti tutti”

Commento di PlacidaSignora — 9 Ottobre 2006

C’è del marcio in Danimarca

Ho tirato a lucido la casa. Resta questo punto critico nei miei lavori domestici: la doccia quando? Non vorremo mica risporcare tutto il bagno con vapore e calcare. E farla prima è inutile. Quindi almeno questo permettetemi di dirlo:



http://img131.imageshack.us/img131/1490/ihatemondayspigpen3zz0da1pe.gif

P.S. Credo anche lui