A volte ritornano

Eccomi, partita color scamorza andata a male, tornata color nocciolina caramellata. Un bel salto di qualità a meno di non essere allergici alle arachidi!
Per riassumerne il contenuto si è trattato di una splendida settimana di vacanza, nella migliore compagnia desiderabile, con una struggente colonna sonora (di cui forse vi renderò partecipi), la visione del film di Harry Potter e molte letture tra cui spiccano tre libri da cui ho estrapolato i seguenti brani:

“Infine riprese contatto col mondo esteriore, con dei passanti che andavano da qualche parte, una giovane coppia avvinghiata che attraversava lentamente il ponte Saint-Michel, arrestandosi ametà strada per osservare una fila di barche, per vedere l’acqua scorrere, per contemplare non importa cosa, perchè contava solo la loro gioia di vivere, ch’esprimevano abbracciandosi.” G. Simenon, Maigret se défend, Le livre de poche, libera traduzione da p.53

“[…] la questione dell’akrasia, ossia della debolezza della volontà. Se sappiamo che il cioccolato ci fa male – per certi versi è così: per esempio, ci fa ingrassare – come mai finiamo per mangiarne troppo? C’è da pensare che sia un caso di volontà debole. Se mangiamo cioccolato, però, dev’essere perchè pensiamo che sia nel nostro interesse: la volontà ci spinge a fare ciò che sappiamo ci arrecherà piacere. Quindi la nostra volontà non è debole. Anzi, è decisamente forte, visto che ci invita a fare ciò che desideriamo davvero.. e cioè strafogarci di cioccolato.” A. McCall Smith, Amici, amanti, cioccolato, Guanda, p. 210

“Emma era sempre stata una ragazza piuttosto disordinata, ma non avrebbe mai creduto di riuscire a perdere l’amore della sua vita tre giorni dopo averlo trovato. Nemmeno con gli occhiali da sole le andava così male: gli unici che funzionavano davvero bene erano purtroppo i Persol, ma nonostante quello sciagurato nome le duravano sempre almeno qualche mese. E lui, l’amore della sua vita, si chiamava Andrea, un punto a favore, perché con gli Andrea il rischio non è perderli ma trovarne troppi. Qualunque ragazza attorno ai trent’anni è stata fidanzata almeno con un Andrea. Ce ne sono a tutti gli angoli dell’esistenza, e lei l’unico che avesse incontrato lo aveva già perso.
Si erano messi insieme domenica 14 marzo, e alle 22.45 di mercoledì 17 Emma si accorse di non averlo più, rischiando anche di rompere otto bicchieri di cristallo per un valore complessivo di quattrocentottanta euro. Riuscì per puro miracolo a mantenerli in equilibrio fra le dita destrutturate dallo choc, si girò e tornò in cucina. Li posò sul tavolo, si piegò in due, e a questo punto Bianca notò che il suo comportamento era stravagante.
«Ehi. Che ti succede?»
Emma si raddrizzò, inghiottì il suo cuore che stava cercando di risalirle lungo la gola, e rispose: «Hanno finito i croccantini alle mandorle.” S. Bertola, A neve ferma, Salani editore, p. 9