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Impestata

Sono in pieno trip sul pesto.
Al mortaio e nel frullatore, con le verdure e con le spezie, con i semi e con la frutta secca: tutto fa pesto.
Ieri, visto il caldo pazzesco ho sperimentato una pasta fredda condita con un pesto improvvisato con:

Ingredienti
3-4 pomodori secchi;
un cucchiaio di capperi;
una manciata di olive nere;
un cucchiaio di mandorle;
2-3 gherigli di noci;
un cucchiaino di semi di sesamo;
1/2 spicchio d’aglio;
qualche grano di pepe verde in salamoia;
tre belle manate di rucola;
2 cucchiaio di ricotta dura grattuggiata;
poco olio;
acqua di cottura della pasta.

Cuocere la pasta al dente (poi raffreddarla bene!) e tenere da parte un mezzo bicchiere di acqua di cottura.
Nel bicchiere del frullatore mettere tutti gli ingredienti, tritarli e omogeneizzarli aggiungendo un po’ di acqua per volta fino ad ottenere la giusta densità della salsa.
Assaggiare attentamente: se l’aglio o la rucola prevalessero troppo, dando un sapore amarognolo, aggiungere qualche mandorla e volendo un pochino di formaggio. Valutare se necessaria l’aggiunta di un pizzico di sale e – se gradito – un pochino di peperoncino tritato.
Condire la pasta con il pesto, decorare con scaglie di ricotta e lasciare in frigo fino al momento di servire.

Poi, anche se è passato tanto tempo dall’ultimo post, non ho ancora perso gli appunti di viaggio e quindi continuo a trascriverli a imperitura memoria!
27 luglio: Partenza da La Rochelle e arrivo a Nantes.
Camping du Petit Port, montaggio tenda e poi in tram a Nantes.
Visita al Lieu Unique e giro turistico. Fatte bellissime foto (Intempestiva), mangiato macarons alla vervena e alla lavanda nella pasticceria sotto la galleria (IO!). Rientro al campeggio in tarda serata.

28 luglio: Ile de Nantes con elefante, Giardino botanico, ricerca di ristorante gourmand per pranzo fallita e conseguente pranzo chez Paul.
Mercato dei libri.
Gita a Pornic con bagno nell’oceano, qualche graffio sulle rocce, giro in città con ottime gaufres.

29 luglio: Partenza. Visita ad Angers, quattro chiacchiere su crispino e laghi italiani con simpatico commerciante locale.
Tappa a Saumur con visita al castello. Arrivo a Tours con indivduazione di un carinissimo campeggio agricolo. Visita in città nella serata.

À Bientôt!

Al forno

Veloce e leggerissima, la frittata al forno non presenta nessuna difficoltà!
La ricetta è come sempre molto approssimativa perché le varianti sono infinite!

Ingredienti:
6 uova;
2 zucchine medie (o altra verdura, ad esempio spinaci lessati e tritati);
100 gr. formaggio fresco (philadelphia, ricotta, robiola, fiocchi di latte oppure si può optare anche per lo yoghurt greco);
2 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato;
2 cucchiai di pan grattato (facoltativo, dà un po’ più di consistenza ed è più leggero della farina, in ogni caso si possono omettere entrambi);
Pepe rosa pestato, origano e menta (sulle spezie sentitevi liberissimi di scegliere voi quali e quante);
Un cucchiaio di olio;
Sale q.b. (indicativamente un pizzico per ogni uovo).

Accendere il forno a 200°. Bagnare uno stampo basso e fare aderire la carta da forno.
Tagliare le zucchine alla julienne.
In una ciotola sbattere le uova coi formaggi, il sale e le spezie.
Unire le zucchine e il pane e infine l’olio. Mescolare bene.
Versare il tutto nella teglia.
Volendo si può mettere un uovo intero al centro, scavando una piccola fossetta e se si desidera si possono mettere anche delle fettine di pomodoro con un pizzico di sale e origano sulla superficie.
Cuocere 20-25 minuti per una consistenza più cremosa o più soda a secondo il gusto.

Se si vuole una frittata più ricca si possono unire cubetti di prosciutto, formaggio filante, patate lessate a fettine o cubetti ecc.

…E intanto il nostro viaggio continuava!
25 luglio: Partenza con piccola sosta a Gueret che si poteva evitare sia per la povera Esmeralda sia per il caffè au lait che mi hanno servito (circa un litro di latte con caffè all’americana e panna spray sopra con, per non farci mancare proprio nulla, durissime codette di zucchero – Arrivo a La Rochelle per ora di pranzo – Gentilissimo impiegato dell’Ufficio del Turismo – Camping Municipale du Port Neuf (leggermente fuori, ma consigliabile!) – Fallimentare ricerca di una spiaggia dove fare il bagno – Foto delle torri dei pescatori (très belle, on les aime beaucoup) – Cena a Le Terrace (medio) e visita del porto – Sole fortissimo fino a tardi!

26 luglio: Giro turistico di La Rochelle con squilibrato che lanciava le bici ai poliziotti – Relax sulla spiaggia con bassa marea e sepoltura della Surreale sorella sotto la sabbia – Visita a Maillerais con gita in barca sul marais – Breve giro del centro di Noirot – Rientro con crêpes a La Rochelle.

Il viaggio delle Donzelline

Le Donzelline dell’Artusi sono un attentato alla salute. Guardando gli ingredienti potreste chiedervi perché: un po’ di farina intrisa di latte che male può fare? Fatele e poi mi direte, una tira l’altra e sono pur sempre fritte…
Premetto che l’Artusi ne presenta tre versioni: una con le acciughe, una salata e più ricca (con l’uovo e il vino bianco) e quella che riporto qui in cui, alla fine, viene proposto di spolverarle di zucchero.
Io invece ho aggiunto della salvia tritata all’impasto, le ho spolverate di sale nero di cipro e servite coi salumi tipo gnocco fritto croccante.
Si noti che sono molto meglio dopo uno/due giorni e si conservano per più di una settimana!

Ingredienti
Farina, grammi 100.
Burro, quanto una noce.
Latte, quanto basta.
Un pizzico di sale.
Salvia tritata

Procedimento
Formatene un intriso né troppo sodo, né troppo morbido, lavoratelo molto colle mani sulla spianatoia. Io l’ho fatto fare dalla Lolla col gancio a uncino e poi ho lasciato riposare un po’ l’impasto.
Tiratene una sfoglia della grossezza di uno scudo. 🙂 Passando l’impasto nell’Imperia ho fatto due passaggi, l’ultimo sulla seconda tacca, quindi piuttosto sottile, forse persino troppo, ma va a gusto.
Tagliatela a piccole mandorle (Io le ho annodate come si fa con le bugie), friggetele nel lardo o nell’olio, e le vedrete gonfiare, riuscendo tenere e delicate al gusto.
Così avrete le donzelline, che vanno spolverizzate con zucchero a velo quando non saranno più bollenti. Come anticipato, io le ho spolverate di sale!

Le donzelle del titolo però siamo anche io e sorella Intempestiva e il viaggio è quello che abbiamo fatto la scorsa estate.
Siccome la memoria è traditrice, ma ho trovato degli appunti sulle tappe, ho deciso di riportarli qui… un po’ per volta!

22 luglio: Partenza – Passaggio dal Moncenisio: prima foto! – Arrivo a Lanslebourg con prima pausa caffè e, ça va sans dire, primo croissant – Lac de Paladru: montaggio tenda e cena vista lago (patatine fritte).

23 luglio: Colazione a Charamel – Valance con visita alla città e al chiosco degli innamorati, tante foto e pranzo da Anne Sophie Pic – Giardino Zen a Montvendre – Temporale sulla strada del ritorno – Lac de Paladru.

24 luglio: Smontaggio tenda – bagno nel lago – Blocco per Tour de France – Flic con baguette gentilissimo che ci fa passare – code in autostrada – Interminabile attraversamento di Lione – Sosta a Lapalisse con merenda e foto – Arrivo a Huriel con sosta nel camping municipal, una vera scoperta ma potevano dirlo che c’erano le ragondines (nutrie), cribbio!

Fraisier à la mode des deux soeurs – pas à pas!

Quando la scorsa estate, quasi per caso, io e Intempestiva siamo arrivate al ristorante 7 di Anne-Sophie Pic a Valence ci siamo innamorate. E’ stato un amore a tutto tondo.
I camerieri erano cortesissimi, il cortile interno era fresco e rilassante (in barba ai 42° che imperversavano nella città), i profumi erano estasianti e i colori… come descriverli? Tutto veniva servito su piatti d’ardesia esaltando ancora di più le tonalità calde e al tempo stesso vivaci, dall’antipasto al dolce in un tripudio di armonia.

E a proposito del dolce, Intempestiva aveva puntato subito uno spettacolo di fraisier versione 2009, accompagnato da sorbetto al basilico.

Insuperabile di sicuro, ma la tentazione di riprovare a casa era forte, poi un giorno ho scovato un video di poco più di 5 minuti dove il grande Jean-Sebastien Bompoil illustrava le varie fasi con una semplicità imbarazzante.
Si capisce che una provocazione così è troppo e allora mi sono messa all’opera, ho fatto le mie modifiche dove ritenevo opportuno e intendo modificare ancora tante cose, comunque eccovi, tradotta abbastanza fedelmente, la serie dei passi da affrontare.

Tempo di preparazione? Io ci ho messo circa un’ora e mezza a fare tutto e poi si deve calcolare un minimo di due ore di passaggio in frigo.

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Chèvre Chaud

L’insalata chèvre chaud è uno dei miei piatti preferiti anche perché i suoi profumi mi portano subito alla mente la Corsica che tanto amo!
La preparazione di questa insalata varia, in alcuni particolari, da cucina a cucina per cui le indicazioni su come prepararla sono necessariamente di parte e da ritenere scrupolosamente indicative così come le dosi :).

Ingredienti:
Per l’insalata:
Insalate miste (io preferisco la misticanza mista al songino, ma di solito si alterna un’insalata croccante ad una più tenera);
Un bel pomodoro sodo;
Una manciata di olive nere;
Una baguette;
Formaggio di capra semistagionato (in certi supermercati vendono dei medaglioni, talvolta con leggera panatura, apposta per questa preparazione). Calcolare un paio di medaglioni a persona ma tutto dipende dalle dimensioni del bûche de chèvre di partenza :D;
Due cucchiai di mandorle a lamelle o di pinoli;
Mezza mela Granny Smith (facoltativa);
Due cucchiaini di miele (facoltativo).

Per la vinaigrette:
Un cucchiaio di aceto balsamico;
Due cucchiai di olio evo delicato;
Un cucchiaino di senape;
Scorza d’arancia e di limone grattugiata;
Sale e pepe;
Origano/basilico/spezie provenzali (facoltativo) .

1) In una padella dal fondo spesso tostare bene le mandorle o i pinoli e poi mettere da parte a raffreddare.
2) In una ciotola sbattere bene con la forchetta l’olio, l’aceto, la senape, il sale e pepe e le eventuali spezie a piacere.
3) Tagliare il pane fette (qualcuno lo imburra o cola un filo di olio e origano o ancora sfrega un po’ di aglio a mo’ di bruschetta…) e poi il formaggio a rondelle, adagiare la fetta di formaggio sul pane e passare al forno per farlo “squalgliare”.
4) In un piatto di portata allargare bene l’insalata, il pomodoro tagliato a rondelle sottili, le olive nere e qualche cubetto di mela*.
5) Versare la vinegrette.
6) Adagiare i crostini al formaggio ben caldi (se si usa il formaggio impanato, servire il pane caldo a parte).
7) Colare a filo sul formaggio un po’ di miele.
8 ) Sparpagliare le mandorle o i pinoli.

Servire subito!

*Un’alternativa in più: Seguire i punti 1) e 2). Tostare il pane sulla piastra ed eventualmente insaporire. Fondere il formaggio nella padella usata per le mandorle. Seguire il punto 4) ma anziché tagliare la mela a cubetti eliminarne il torsolo e tagliare delle rondelle non troppo sottili.
In una padella sciogliere il miele col limone e passare per qualche minuto a fiamma viva le mele poi, una volta preparato il piatto con l’insalata condita con la vinaigrette, adagiare la rondella di mela caramellata e sopra disporvi il formaggio caldo e le mandorle. Servire il pane a parte.

Ancora un’alternativa? Invece del pane tostato o della mela, come base del formaggio si potrebbero usare delle patate sauté, ben calde e croccanti. Con un’insalata così però poi il pane d’accompagnamento non dovrebbe comunque mancare.