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Mousse, mia cara mousse!

Metti un finocchio a cena

Aderisco con entusiasmo a questo contest, con l’unica precisazione che io preferirei che al signor B. la cena andasse per traverso!

Ci sarebbero moltissime cose da dire, ma è molto difficile trovare delle parole equilibrate per esprimere il disgusto provato – di nuovo – per le esternazioni sessiste e omofobe del “premier”.

L’imbarazzo che suscitava con ogni sua uscita nei primi anni di “scesa in campo” è ormai superato dalla ripugnanza per tutti gli ideali che rappresenta e per la folta schiera di seguaci che si porta addietro.

Signor “premier” lei non mi rappresenta e mi ripugna, essere depravati e avere un debole per le minorenni non è divertente: fa schifo! Non fa ridere nessuno se non i suoi leccapiedi. Dice di non sapere in quale delle sue case andarsene… bene, non dovrebbe finire i suoi giorni in una casa privata, ma meglio che niente, vada in quella più lontana da qui e ci resti perchè qui ha già fatto veramente troppo danno.

Vorrei dedicare questa ricetta a tutte le persone innamorate e orgogliose di esserlo con la speranza, un giorno, di poter vivere in un’Italia migliore.


Mousse al finocchio e pepe rosa con canapè al salmone

Ingredienti

1 finocchio
1/2 spicchio d’aglio
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di acqua
1 foglio di colla di pesce
40 gr di caprino
40 gr di philadelphia
pepe rosa

salmone affumicato

pan carrè

Procedimento
Mettete il foglio di gelatina a bagno in acqua freddissima.
Lavate bene il finocchio poi tenete da parte le barbe verdi e tagliate il finocchio a spicchi.
Scaldate il latte e l’acqua con l’aglio e quando inizia a bollire fate cuocere il finocchio finché diventano morbidi. Scolateli, scartate l’aglio e frullateli bene e passateli al setaccio in una ciotola. Unite la colla di pesce e mescolate per farla sciogliere bene. Pestate il pepe rosa e unitelo insieme ai formaggi. Mescolate bene e poi versate nei bicchierini.
Lasciate in frigo almeno un’ora prima di servire decorandolo con le barbe verdi e con grani di pepe rosa accompagnando con salmone e pane tostato.
Io ho preparato la mousse la sera prima, poi una parte l’ho lasciata nei bicchieri e un’altra l’ho messa sul salmone a piccolie quenelle.

Coincidenze, forse.

Fu a causa degli aromi sopraffini che si insinuavano invisibili attraverso le finestre aperte dei loro appartamenti al sesto piano di via Averof 18 che i destini di Damocle Dimos e Dimitris Isavridis si intrecciarono.

Le relazioni culinarie di Andrea Staikos

Paris Breakfast - Champagne e macarons

Tutto questo per dire che sto virando decisamente al foodblog e finalmente ho inserito i link a (quasi) tutti i miei foodblogger preferiti, persone che seguo per lo più da tantissimo tempo anche se in silenzio.
Si sa che sono una lurker 😉 comunque mi sembrava giusto fare un po’ di precisazioni!

Benvenuti nel nuovo sito di Surreale!

World bread day 2010

Quest’anno si celebra la quinta giornata mondiale del pane, ma è la prima volta che riesco a fare un post per festeggiarlo.

    La ricetta è semplicissima ed è fatta con la macchina del pane. Prima o poi riuscirò a elaborare i concetti di pastamadre, poolish, incordatura ecc., ma, per ora, il pane fatto in casa ha ancora moltissimi misteri per me.

    Questo pane, tuttavia, benché semplice da fare, è un pane ricco che merita di essere condiviso con gli amici in serate rilassanti e, quindi, perfetto per questo giorno speciale!

    Pane al latte con frutta secca e rosmarino


    Ingredienti

    250 ml. di latte intero
    200 gr. di farina bianca tipo 0
    120 gr. di farina di grano duro
    100 gr. di farina manitoba
    2 cucchiai di olio o 80 gr di burro
    2 cucchiaini di zucchero di canna
    1 cucchiaino di miele di castagno
    2 cucchiaini di sale fino
    rosmarino
    uvetta, fichi secchi e albicocche essiccate
    1 cubetto di lievito di birra

    Procedimento

    Versare nell’ordine previsto dalla map tutti gli ingredienti.  Nel mio caso – “A tutto Pane” DeLonghi – ho versato il latte tiepido in cui ho sciolto il miele e l’olio, poi le farine mescolate con il sale e lo zucchero e infine il lievito sbriciolato.

    Ho avviato il programma normale di impasto e cottura con doratura media.

    Dopo la prima impastatura, al suono del bip per intenderci, ho aggiunto l’uvetta, i fichi e le albicocche precedentemente ammollati in acqua tiepida e tagliati a pezzi e il rosmarino tritato.

    A fine cottura ho tolto il cestello e aspettato un po’ prima di sformare il pane.

    Io l’ho poi servito a fette spesse, leggermente tostate, per accompagnare una selezione di formaggi e mieli.

    Buona giornata mondiale del pane a tutti!!!

      Un’Arca di animali – conclusione

      23 ottobre
      Le autorità francesi, in Sudan e in Ciad, cominciano ad avere dei sospetti concreti sull’attività dell’AdZ. In Sudan, Rama Yade viene informata del rischio di un’imminente fuoriuscita di bambini verso la Francia. Gli ambasciatori a Khartoum e N’djamena ne vengono informati, ma nessuno collega l’AdZ alla “Children Rescue”.

      25 ottobre
      Sette membri dell’associazione, tre giornalisti (di cui uno presente a titolo privato) e sette membri spagnoli di un equipaggio d’aereo organizzato per l’operazione sono fermati e condotti ad Abéché, mentre stanno per partire diretti in Francia. 103 bambini erano già a bordo, bendati per farli sembrare feriti, e fatti salire sul Boeing spagnolo (affittato per 165mila euro) attraverso delle barriere montate sulle scalette affinchè nessuno potesse vedere dall’esterno chi montava sull’aereo.
      Il bambino più piccolo aveva un anno, il più grande ne aveva 10.

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      Un’Arca di animali – prologo

      28 aprile
      In occasione della Giornata internazionale per il Darfour, l’Arche de Zoé annuncia in un comunicato di voler salvare “10.000 bambini del Dafour”. L’associazione propone a delle “familie di accoglienza” di “prendersi carico di un orfano di meno di cinque anni”. “Il diritto internazionale lo permette tanto quanto lo impone la morale”, dice il comunicato.

      Vengono organizzate riunioni informative a Parigi e nei dintorni. Vengono coinvolte per lo più coppie giovani.

      La giornalista di France3, Marie-Agnès Peleran, incuriosita dall’appello trovato navigando su internet, decide di partecipare dicendosi interessata ad accogliere un bambino e così riesce a filmare alcuni incontri. Eric Breteau si presenta formale, è molto carismatico e gioca sulle parole: “spiega che non si tratta di adozioni”, ma precisa anche, con aria di intesa, che l’associazione “ha contatti ai livelli più alti dello Stato”.
      I filmati fatti dalla Peleran verranno trasmessi su France5, l’atmosfera degli incontri viene descritta “come simile a quella di una setta”, due sono gli elementi chiave: il carisma di Breteau e il convincimento che ci si trova in una situazione d’urgenza.

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