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Un’Arca di animali

In questi giorni si sta concludendo in Francia una storia agghiacciante e disgustosa che mi ha colpito profondamente prima di tutto perché ha colpito dei bambini, poi perché è stata perpetrata sotto la bandiera dell’azione umanitaria ed ancora perché nonostante la gravità e l’ampiezza dei fatti in Italia non se ne è quasi parlato.

Gli avvenimenti ruotano intorno ad una “ONG” (mi permetto di scriverlo tra virgolette, perché al di là della dominazione, nulla ha a che spartire con le vere organizzazioni non governative) dal nome Arche de Zoé.

Questa associazione viene fondata nel 2004 da Eric Breteau, pompiere volontario ad Argenteuil, allora 34enne, in occasione della tragedia dello Tsunami, per il soccorso dei bambini colpiti dalla catastrofe.

Nell’aprile 2007 l’associazione sposta la propria attività tra il Ciad e il Sudan attraverso la “Operazione Darfour”. Mediante la diffusione di un video straziante e al grido di “in Darfour muore un bambino ogni cinque minuti”, propone un’azione di salvataggio, da compiere nei tempi più rapidi per 10.000 orfani del conflitto e richiede l’impegno di almeno 1000 famiglie di accoglienza in Francia.

Il trucco stava nel promettere alle famiglie che sarebbe stato possibile chiedere lo stato di asilo per i bambini portati in Francia e una volta ottenuto lo status, si sarebbe potuto procedere nella domanda di adozione dei piccoli – tutti sotto i 5 anni-. L’operazione veniva ovviamente fatta gratuitamente, salvo presentare il costo di evacuazione di ogni bambino per 1400 euro, e inserire clausole in cui si pretendono diverse donazioni di minimo tot euro , alcune una tantum, alcune annuali alle famiglie di accoglienza (vedi punto 13 delle fac).

L’Arche de Zoé (avendo cominciato a raccogliere alcune adesioni in Francia a settembre) crea in Ciad una seconda associazione, denominata “children rescue”, col compito di allestire dei campi di cura per i bambini in attesa del trasferimento in Francia.

Nella primavera e nell’estate i sospetti in Francia, Ciad e Sudan cominciano a crescere.

Il 25 ottobre ’07, membri dell’associazione, alcuni cittadini spagnoli che formavano l’equipaggio di un aereo, alcuni giornalisti francesi e spagnoli vengono arrestati mentre stanno per trasferire 103 bambini in Francia.

Nel corso delle indagini si scoprirà che i bambini non erano orfani e non venivano dal Darfour.

Comincia in Ciad il processo che porterà, per i membri dell’associazione, ad una condanna a 8 anni di lavori forzati, che verranno commutati in pena alternativa (sono stati richiesti 8 anni di carcere) da scontare in Francia.

Recentemente alcune ONG – ONG CREDIBILI, intendo – sulla base di varie informazioni hanno dato l’allarme per altri 76 bambini che avrebbero “preso il volo” verso la Francia probabilmente nel mese di settembre, non è chiaro se la scomparsa sia addebitabile all’Arche de Zoé.

Nei prossimi giorni cercherò di spiegare quanto accaduto nella maniera più dettagliata possibile.

E i sabati li odio anche di più!

Alzi la mano chi non ricorda il seguente, splendido scambio di battute di Harry Potter e la camera dei segreti:

Hermione “Non possiamo fare la pozione polisucco! Potremmo rimanere uccisi o peggio potrebbero espellerci da Hogwarts”
Ron “Hermione dovresti rivedere le tue priorità”

Ecco, devo dire che passare il pomeriggio (dopo tutta la settimana) a lottare inutilmente per l’amore di un uomo è stato peggio dell’ottenere i risultati dell’agoaspirato e del firmare l’ultimo rinnovo settimanale del contratto di lavoro. E pensare che oggi c’erano pure tutti i miei locali preferiti aperti in città.

Il che mi porta anche a ricordare un’altra bellissima battuta cinematrografica, presa da Frankenstein Jr questa volta,:
“Tenga presente che un verme, con pochissime eccezioni non è un essere umano”.
Ma siccome ci tengo ad essere una persona equa, proprio in questo momento – e soprattutto per quello che hanno detto e fatto in questo momento – voglio ringraziare tre uomini: Enrico D., Vittorio, Stefano. Peccato che siate già sposati ragazzi!

Adesso me ne vado un po’ a compatirmi, speriamo che la prossima settimana porti consiglio!

Io odio i lunedì

Tanto per cominciare il lunedì non si sa mai dove andare a fare colazione perchè le pasticcerie, tipo Bonadeo sotto la galleria Guerci o Mezzaro in via Cavour, il bar Gispsy in via Galvani e Zogra in Corso Roma, fan tutti chiusura – per l’appunto – il lunedì.
Poi ci sono di quei lunedì che ti si piazzano sullo stomaco peggio dei cavoletti di Bruxelles con la mostarda di Digione.
Per esempio, se pensi che la campagna fiscale 2007 è quasi giunta al suo termine e quindi non dovrai più lottare col temibilissimo contribuente ICI ma allo stesso tempo sarai in mezzo ad una strada, un’altra volta, boccheggiante alla ricerca di un lavoro qualsivoglia.
Se poi vai a ritirare gli esiti dell’agoaspirato, aspetti una vita che “un momentino le diamo il referto” e poi sul referto c’è scritto Giudizio Conclusivo Citologico (European Guidelines):C3, ti viene anche da tirare giù una qualche dozzina di imprecazioni. Per fortuna che c’è internet a darti le risposte necessarie 🙁
Aggiungi un altro paio di cosette di cui non staremo a disquisire in questa sede e poi dimmi se non è vero che alle volte la vita ti verrebbe proprio da prenderla schiaffi!