Di case e gelati

Capita che io e sorella Intempestiva ci siamo trasferite. Sarebbe meglio dire che ci stiamo trasferendo – in quanto il trasloco è lento – però ormai viviamo in questo nuovo alloggio che racchiude mille promesse e che è aperta a tutti gli amici (sapevatelo!) e quindi si deve festeggiare.
Ieri sera allora – tra una corsa a cercare due guarnizioni per i flessibili del lavandino e una ricerca spasmodica della borsa ikea in cui si era spersa la mia brocca con le scale di misurazione – ho preparato una prima cena “come si deve”.
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Il mondo dei sogni è pieno di gente in attesa

Domenica mattina stavo sognando.
Ora non ricordo com’è cominciata, comunque ero in una località di montagna e facevo amicizia con un signore e nel discorso gli dicevo che volevo imparare a pattinare sul ghiaccio. Ad un certo punto lui si è offerto di insegnarmi – anche perchè come capita nei sogni si è materializzata d’improvviso una pista. Allora io sono corsa nella mia camera a cercare i pattini.
E’ stato a quel punto, mentre ravanavo in valigia, che si è messo a vibrare il telefono sul comodino -quello della mia camera vera – e così mi sono svegliata. Io ho cercato subito di riaddormentarmi e riprendere il filo del sogno ma non c’è stato verso.
E’ finita che poi ho passato tutto il giorno a pensare a quel poveraccio che chissà quanto freddo s’è preso prima di capire che non sarei tornata!

Una torta per coccolarsi un po’.

Come da titolo, che ce n’è bisogno!

Torta di nocciole, cioccolato e pere

Ingredienti
100 g di cioccolato
130 g di burro
2 uova
120 g di zucchero
120 g di nocciole sgusciate e tritate
40 g di mandorle sgusciate e tritate
1 cucchiaino di miele
120 g di farina 00
1/2 bustina di lievito

Per la copertura
1 pera matura
2 cucchiai di nocciole tritate
2 cucchiai rasi di zucchero di canna

Fondere il cioccolato e poi sciogliervi dentro il burro. Sbattere i tuorli con lo zucchero e poi aggiungere le mandorle e le nocciole tritate (si può lasciare una parte tritata un po’ più grossolanamente), la crema di cioccolato e burro, un cucchiaino di miele ed infine la farina col lievito. Montare a neve gli albumi e unirli con una spatola di caucciù, con movimento dal basso verso l’alto, al composto. Livellare in una teglia imburrata. Disporre a raggiera le fette di una pera sbucciata e affettata fine, cospargere con lo zucchero di canna e le nocciole tritate.
Cuocere a 170° per circa 40 minuti.

Too much ego will kill you (?)

Non è per fare la disfattista, ma c’è una cosa che mi fa male.
Sono partita per il Romagnacamp dicendo che non credevo più nel barcamp come momento di aggregazione – riabbracciare nuovi amici e trovarne di nuovi – ma in realtà ero carica di grandi speranze.
Purtroppo sono tornata dal Romagnacamp molto triste.
O meglio, sono tornata felice perché ero con Giorgio e c’erano Mattia, Magda e Alessio e ho giocato come una bambina per due giorni.
Sono tornata, invece, profondamente ferita dalla maggior parte degli altri partecipanti.
Non intendo fare di tutte le erbe un fascio e vorrei in particolare mandare un abbraccio a Giovy, ma ho trovato un’aridità incredibile in molta gente.
Mi spingerò oltre e dirò che ho constatato una palese maleducazione in persone per cui nutrivo affetto e stima.
Non credo di essere una persona affascinante e non chiedevo una tribuna, ma se saluto una persona – soprattutto una che mi conosce – mi aspetto di essere ricambiata. Se sorrido, non lo faccio per adescare, quindi non vorrei vedere visi che rispondono voltandosi da un’altra parte e, per favore, se sto parlando con una blogstar ci sono, esisto, non sono così piccola da poter non essere notata quindi vorrei tanto non assistere più a scene di persone che arrivano ed interrompono la conversazione, magari si siedono al mio tavolo senza dire né buongiorno né buonasera, fanno i loro porci comodi e poi se ne vanno nuovamente senza salutare.
Informalità non significa maleducazione. Forse con la classe politica che abbiamo è facile perdere di vista certi concetti basilari, ma mi sembra che in Italia oggigiorno anche la blogsfera vada un po’ ripensata.